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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2016

vai piano

vai piano, mi dicono.

e io invece son partita di corsa.

ma cosa significa, all'inizio di una relazione, andare piano?

significa imporsi di non amare? resistere alla felicità? respingere chi ci attrae? fingere che non sia cambiato nulla? insistere a considerarsi zitella? rifiutare ogni impegno? trattenere le proprie emozioni?

e ditemi: fino a che punto? quanto posso lasciarmi andare e quanto devo trattenermi? qual è il livello giusto?

ma soprattutto spiegatemi: perché farlo?

trattenere le emozioni all'inizio, evitare di lasciarsi andare, rifiutare di vivere la felicità, rinunciare ad amare con trasporto, tenere lontana l'idea di essere una coppia: sono forse queste cose garanzia del buon funzionamento di una relazione? sono forse azioni che salvano da una futura delusione? sono accorgimenti che aiutano a non soffrire?

o sono solo alibi per chi ha paura di amare?

meritarsi

All'inizio ho pensato che ogni donna dovrebbe avere diritto a un uomo così:
un uomo di valore che la faccia sentire forte e bella come una regina.

Poi ho capito che la questione va posta diversamente: lui è meraviglioso ed è arrivato, per trattarmi come una regina, proprio nel momento in cui io ho iniziato a sentirmi forte e bella.
Perché ho dovuto convincere me stessa, prima di convincere lui, che sono una regina.
(a suo modo, me lo ha detto lui)

Credo che il suo arrivo sia il premio per tutto il lavoro, spesso molto doloroso, che ho fatto su me stessa: per migliorarmi, per affrontare le mie debolezze, per raggiungere il mio equilibrio di zitella.

Ho al mio fianco un uomo di valore e un poco me lo sono guadagnato.

Ora, per esserne davvero all'altezza, devo essere capace di amarlo come merita. 



un appello a tutte le amiche:
non aspettate che arrivi un uomo a risolvere i vostri problemi, a combattere le vostre debolezze, a darvi equilibrio. lavorate su voi stesse per voi stesse, …