tagliare la corda

And he cuts the rope that is holding Joe Simpson.
tagliare la corda è un modo di dire che prende origine (come testimonia anche Virgilio) dal linguaggio degli antichi marinai che indicavano l'azione del salpare in emergenza con l'espressione “incidere funes”, cioè “tagliare le corde”.

nella mia testa invece c'è un'immagine diversa, di carattere alpinistico, che mi è stata suggerita dal drammatico film Touching the void visto ormai diversi anni fa.

ma se all'origine di questa espressione stanno situazioni critiche di vita o di morte, attualmente questa viene utilizzata per descrivere fughe frettolose e furtive di fronte a lievi difficoltà, insomma delle vigliaccate.

io conosco un gran tagliatore di corde: ha tagliato la corda in montagna diverse volte quando ero in difficoltà (talvolta a causa di suoi errori), lo ha fatto quando ho avuto problemi economici, lo ha fatto quando mi sono rotta la spalla. in nessun caso si trattava di fughe drammatiche per salvarsi la vita, in tutti i casi si trattava di arrivare primo o di non rinunciare al proprio divertimento.

e lui ha vinto.
si è liberato della zavorra ed è felice.

si dedica all'alpinismo, allo scialpinismo, alla canoa. ha trovato subito una nuova fidanzata, vicino a casa, e già vive da lei. si è rapidamente dimenticato di me e non ha alcun rimpianto per l'amore e per le energie che gli ho dato.

e io ho perso.
continuo a sognare di potermi dedicare all'alpinismo, allo scialpinismo, alla canoa e invece sono qui da sola a lottare ogni giorno per recuperare pochi centimetri di mobilità della spalla. sono piena di rimpianto per l'amore e per le energie che gli ho dato. anche quando si è fatto male.
e divento invidiosa, gelosa e meschina più di lui.

questa storia insegna che l'egoismo, l'opportunismo, l'analfabetismo emotivo e l'assenza di empatia, che tutti consideriamo moralmente e socialmente riprovevoli, sono in realtà le armi vincenti per essere sereni e felici.

l'amore, l'amicizia, le emozioni e i sentimenti, tanto osannati invece dalla letteratura, dal cinema e dalla musica, sono lo scudo dei perdenti.



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